Lettera al popolo della vita sulla relazione del Ministro della Salute

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A seguire la “Lettera al popolo della Vita” che uscirà nel prossimo numero di “Sì Alla Vita”. Per abbonarti, manda una mail a ordini@mpv.org!

 

La relazione del Ministro della Salute Speranza, presentata al Parlamento in data 16 settembre scorso, non presenta rilevanti novità rispetto alla precedente relazione. Ancora una volta è stato confermato il continuo e progressivo andamento in diminuzione del ricorso all’aborto ipotizzando che «l’aumento dell’uso della contraccezione d’emergenza – Levonorgestrel (Norlevo, pillola del giorno dopo) e Ulipristal acetato (ellaOne, pillola dei 5 giorni dopo) – abbia inciso positivamente sulla riduzione del numero di IVG». Questa affermata riduzione delle IVG come effetto della legge è inaccettabile perché nei 43 anni di vigore della l94 il crollo demografico ha ridotto il numero delle donne in età feconda e perché l’abortività nel corso degli anni è diventata sempre più precoce e clandestina, tanto clandestina da non essere neanche conosciuta. Inaccettabile è dunque attribuire alla diffusione della c.d. “contraccezione d’emergenza” il merito del calo degli aborti. Nel 2019, si legge nella relazione, sono state vendute 288.498 confezioni di pillola del giorno dopo (Levonogestrel – Norlevo) e 259.644 confezioni di pillola dei cinque giorni dopo (Ulipistral acetato – EllaOne). Un trend in aumento, tenendo conto anche del fatto che la determina dell’AIFA dell’8 ottobre 2020 (sulla quale pende un ricorso davanti al Consiglio di Stato) ha abolito l’obbligo di prescrizione medica per le minorenni. Dai pareri del Comitato Nazionale per la Bioetica e dell’Istituto Superiore di Sanità, confermati da studi internazionali, risulta che questi prodotti sono idonei ad alterare la mucosa uterina così da impedire all’embrione di annidarsi causandone perciò la morte.

Ma la domanda basilare, sistematicamente elusa, riguarda il concepito: essere umano o cosa? Questo interrogativo è quello che più mette in crisi l’affermazione del funzionamento della legge a causa della diminuzione degli aborti. Alcuni pareri del Comitato Nazionale di Bioetica e diverse decisioni della Corte Costituzionale vanno chiaramente nella direzione del riconoscimento del concepito come un essere umano a tutti gli effetti. Ma anche ad altri interrogativi dovrebbe rispondere il Ministro. Il principio di precauzione vale solo nel campo ecologico o riguarda in primo luogo la vita umana? Perché la relazione ministeriale tace circa l’applicazione della legge riguardo alla nascita dei bambini e nulla dice sul sostegno al volontariato che in quarant’anni ha salvato oltre 250.000 bambini, restituendo alle loro mamme il sorriso, il coraggio la fiducia? È vero o non è vero che il massimo fattore di prevenzione dell’aborto è il riconoscimento del figlio come uno di noi? Lo Stato che cosa ha fatto a livello culturale ed educativo in questo senso? Perché nulla dice la relazione delle parti della legge che segnalano una “preferenza per la nascita”?

In attesa di una risposta, il Movimento continuerà a riconoscere nel concepito uno di noi sperando che tale convinzione divenga patrimonio comune dell’intera società italiana e continuerà a sperimentare che «le difficoltà della vita non si superano sopprimendo la vita, ma superando insieme le difficoltà».

Foto in evidenza di Di CAPTAIN RAJU – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=94146813