Lettera al popolo prolife di San Marino

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Roma, 27 settembre 2021

Carissimi amici pro-life di San Marino, sabato e domenica scorsi (25 e 26 settembre) si è svolta l’assemblea nazionale del Movimento per la Vita nel contesto della quale abbiamo rinnovato la nostra solidarietà a voi che con meravigliosa energia vi siete battuti per essere la voce dei bambini non nati che il referendum sull’aborto voleva spazzare via dalla società. Oggi sappiamo qual è il risultato di quel referendum e quale strada prenderà l’intervento legislativo. A nome di tutto il MpV Italiano vengo a rinnovare vicinanza e condivisione. Ma veniamo non per compiangere chi ha subito una sconfitta, ma per abbracciare e onorare chi a testa alta ha fatto il possibile per far vincere la vita. E lottare per la vita è comunque una vittoria. Ricordo una preghiera che si concludeva così: «Quanto più s’addensa e incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti». Limpidi, diritti. Fieri e orgogliosi di aver reso un servizio che deve continuare, senza lasciarsi intimidire dai numeri e dalle percentuali. L’amarezza non deve impedire alla gioia di zampillare. La partita non è chiusa. Il referendum va considerato il punto di partenza. L’esperienza che avete vissuto non è stata vana perché avete infuso nella società un vigore nuovo, avete fermentato un tessuto sociale che ora è più ricco, siete stati occasione di riflessione per molti. La storia darà ragione a chi si è messo dalla parte dei più piccoli, poveri e inermi tra gli esseri umani.

  • Nel documento conclusivo del convegno che si tenne a Roma il 24 maggio 1981, all’indomani del referendum sull’aborto, si indicano alcuni dei settori di impegno e dedizione per promuovere la cultura della vita, nonostante l’ordinamento giuridico favorevole all’aborto:
  • approfondimento culturale, biologico, medico, giuridico e sociologico per diffondere sempre più la verità sull’uomo;
  • azione di difesa dei diritti dell’uomo, dei quali quello alla vita è il primo e la fonte di ogni altro;
  • preparazione e studio per prevenire nuovi attentati alla vita, alla dignità e ai diritti dell’uomo;
  • attenta critica e denuncia di ogni abuso nell’applicazione della legge 194, sulla quale conferma il giudizio fortemente negativo;
  • nella difesa degli obiettori di coscienza dalla prevaricazione e dalla emarginazione già in atto e delle quali è preannunciata l’accentuazione
  • nella testimonianza concreta di accoglienza attraverso la diffusione territoriale dei Centri di Aiuto alla Vita, sia per l’efficacia della loro azione, sia come proposta esemplare di uno dei modi con i quali si realizzano la prevenzione e la dissuasione dall’aborto;
  • nell’azione costante, con manifestazioni che richiamino l’opinione pubblica alla riflessione sui valori fondanti di una civile convivenza, e con cura crescente all’uso dei mezzi di comunicazione sociale che concorrono ad orientare la coscienza comune.

Il documento così si conclude: «La cultura della vita non può essere intesa solo come difesa, ma ha spazi di speranza che devono essere colmati dall’amore dell’uomo» (“Sì alla vita”, n. 6, giugno 1981, p. 1).

L’amore “per la vita” non si lascia circoscrivere all’impegno per un risultato referendario che pure va ricercato o a una battaglia legislativa che pure va fatta. A chi è “per la vita” «interessa l’uomo concreto, la sua vita concreta come problema permanente. Il bambino concepito esposto al rischio dell’aborto esprime in forma emblematicamente ultima l’emarginazione umana. La madre letteralmente costretta perfino ad acclamare la sua schiavitù, esprime anch’essa in forma ultima, il bisogno di liberazione del mondo contemporaneo. Sono queste persone concrete che ci interessano più che i principi astratti, le vittorie o le rivalse. Su di loro misureremo le nostre scelte, quali episodi di un più largo e più lungo impegno» (Carlo Casini).

Con la disponibilità a continuare insieme il cammino, vi saluto a nome di tutto il Movimento per la Vita Italiano con sentita e sincera cordialità.

Marina Casini Bandini