Nella lettera pubblica inviata agli organizzatori della “Marcia nazionale per la vita”, il Senatore Matteo Salvini fa riferimento anche ai CAV. Il Movimento per la Vita italiano o, più precisamente, la Federazione nazionale dei movimenti per la vita, centri di aiuto alla vita e case di accoglienza, non aderisce alla “marcia” per ragioni storiche e di metodo, rispettando tuttavia la scelta di quanti al suo interno partecipano all’evento. Poiché il Senatore Salvini ha menzionato i CAV, la Presidente del MpV Italiano ha ritenuto doveroso rispondere con la lettera pubblica che qui pubblichiamo.

Egregio Senatore Salvini,

Le scrivo prendendo spunto dalla Sua lettera di oggi, 22 maggio, a proposito della “Marcia per la vita”.

Più volte, anche in passato, Lei ha citato, con parole di elogio, i Centri di Aiuto alla Vita (CAV). La ringrazio perché è importante che queste preziose realtà, presenti dal 1975 sul tutto il territorio nazionale, vengano conosciute e apprezzate. Non so, però, se Lei sa che la rete dei Centri di Aiuto alla Vita è federata al Movimento per la Vita Italiano, o, per essere più precisi, alla Federazione Nazionale dei Movimenti per la vita locali, dei Centri di Aiuto alla Vita e delle Case di Accoglienza. Purtroppo, spesso, questo non viene considerato. È il Movimento per la Vita Italiano che ogni anno dal 1981 organizza l’annuale convegno dei CAV, promuove corsi di formazione per gli operatori CAV, fornisce servizi ai CAV, attiva e realizza progetti per aiutare i CAV a crescere, redige il rapporto sull’attività annuale dei CAV, si è occupato di accompagnare i CAV nell’adeguamento alla riforma del Terzo Settore, ha predisposto i manuali per i volontari CAV. Non a caso i Centri di Aiuto alla Vita e il Movimento per la Vita sono considerati due facce della stessa medaglia.

Sarei lieta di presentarLe personalmente la realtà dei CAV, magari di farLe visitare di persona qualche CAV e farLe conoscere tutta la vasta realtà del Movimento per la Vita Italiano che aiuta a nascere ogni anno oltre 10.000 bambini ed assiste oltre 34.000 donne. Il Movimento per la Vita Italiano oltre ai CAV comprende: 64 case di accoglienza che ogni anno ospitano oltre 500 donne e circa 650 figli minori; il servizio SOS vita attivo h.24 che offre aiuto ed ascolto a donne con gravidanza difficile che solo nell’ultimo anno ha raccolto 2.765 richieste telefoniche e 500 richieste in chat; il servizio Progetto Gemma che ogni anno aiuta circa 400 mamme con un 2 sostegno concreto. A questo si aggiungono le attività culturali, l’attività editoriale, la formazione dei giovani, la presenza online.

Siamo convinti che il tema della vita è per tutti e che l’impegno per il diritto alla vita non alza barricate, ma costruisce ponti per l’incontro e varchi per il dialogo. Perciò, scrivo a Lei come scriverei a qualsiasi parlamentare disponibile a dialogare. Il Movimento per la Vita è, infatti, strutturalmente apartitico perché è convinto della “centralità politica del diritto alla vita”: il tema della difesa e della promozione della vita umana dovrebbe essere alla base di ogni programma politico, se davvero la politica è servizio all’uomo (ogni uomo, dal concepimento) e dunque servizio al bene comune. Le scrissi nel 2018 in occasione del Convegno CAV a Lecce per invitarLa a partecipare a una sessione nella quale chiedevamo a tutti i Partiti in Parlamento una riflessione sul ruolo sociale dei CAV; successivamente (7 giugno 2019) mio padre, Carlo Casini, Le scrisse una lettera pubblica (https://www.interris.it/la-voce-degli-ultimi/sociale/lappello-di-carlo-casini-leader-provita-al-vicepremier-salvini/) proprio sui CAV e sull’impegno del Movimento per la Vita Italiano chiedendoLe un appuntamento con una delegazione del Movimento per la Vita Italiano. Non è mai giunta risposta.

Sono fiduciosa che in questa occasione Lei vorrà approfondire nel concreto la conoscenza della grande opera svolta dal Movimento per la Vita Italiano a servizio di tutta la società.Attendo di poterLa incontrare personalmente. Saluti cordiali,

Marina Casini